Miopia da schermo che cos’è?

Per miopia da schermo si intendono tutte quelle miopie indotte dall’uso prolungato di uno schermo indipendentemente dal fatto che si parli di schermo TV, computer, tablet, smartphone o simili.

Miopia da schermo o iMiopia

Dopo 37 anni di professione come optometrista mi permetto di creare un nuovo termine che ritengo molto esplicativo: la iMiopiaDopo aver usato ed abusato di iPhones, iPads, iTunes, iCloud, iTV arriva come conseguenza la iMiopia (miopia da schermo). Se ci riflettete un attimo è una condizione comune a molti di noi che per lavoro, hobby, contatti con familiari ed amici, hanno a che fare con queste tecnologie.

 

In particolare sono a rischio i giovani ed i giovanissimi che vivono con lo smartphone come se fosse una protesi permanente. Il futuro dei nativi digitali, bambini, adolescenti ed i primi nuovi adulti cresciuti fra 'clic' e 'touch', sempre connessi e con gli occhi continuamente incollati allo schermo prevede una iMiopia se non è già arrivata, da correggere con occhiali o lenti.

Cosa dicono le statistiche

"La digitalizzazione globale sta presentando il conto", avvertono gli oculisti che iniziano a parlare di "un'epidemia di miopia". Circa il 25% dei giovani vede male da lontano, nei prossimi 10 anni la percentuale è destinata a raddoppiare.

 

Secondo le ultime ricerche, in Europa la miopia colpisce più di una persona su 3 (35% circa), contro il 20% degli anni '70 e il 10% degli anni '30. Solo in Italia il problema riguarda un esercito di 12 milioni e il trend è in continua crescita.

 

"La miopia è in aumento ovunque - sottolinea Antonio Scialdone, direttore medico dell'ospedale Oftalmico Fatebenefratelli di Milano, intervenuto alla presentazione del summit - Il miglioramento delle tecniche diagnostiche e la diffusione dei controlli non bastano più a spiegare questa crescita esponenziale", e così è stato osservato che l'aumento dei miopi è un comune denominatore per "tutti i Paesi in cui ha preso piede l'utilizzo massiccio delle nuove tecnologie".

Il messaggio è che, quando lo schermo diventa un compagno di vita - e sempre più spesso anche di scuola, grazie alla rivoluzione delle classi 'senza carta' che sta contagiando anche la Penisola - se non si usano prudenza e buon senso, la salute degli occhi può farne le spese. Un rischio tanto maggiore quanto più prolungato è l'impiego dei dispositivi digitali: il 14% dei millenials arriva a totalizzare 10-12 ore di utilizzo.


In media, gli italiani trascorrono più di 4 ore al giorno davanti alla tv e a mini-schermi hi-tech. Ormai delle appendici del corpo umano, da cui secondo uno studio inglese non ci si stacca nemmeno in bagno per truccarsi o farsi la barba. 

 

miopia da schermo tecnologie

La iMiopia e le tecnologie moderne

La iMiopia penalizza la persona nella visione da lontano, ma il problema ha origine dallo stress accomodativo che si accumula nella visione prolungata da vicino, specialmente utilizzando dispositivi elettronici.
"Trent'anni fa la miopia colpiva un europeo su cinque, oggi più di uno su tre", osserva Antonio Scialdone, direttore dell'Ospedale Oftalmico Fatebenefratelli. "Fra 30 anni avremo una generazione di miopi?".


Il legame tra schermo digitale e rischio miopia è documentato dalla letteratura scientifica, evidenziano gli esperti. È del 2012 uno studio pubblicato su 'Lancet': un team australiano ha calcolato che, nell'Asia del miracolo economico, alla fine del percorso scolastico il 90% dei ragazzi presentava un difetto visivo, per lo più una lieve miopia. Mentre 2 studi apparsi quest'anno su 'Ophtalmology' hanno mostrato le virtù protettive della vita all'aria aperta nei bambini.

 

In particolare, da una ricerca condotta a Taiwan è risultato che, dopo un anno di scuola, le percentuali di miopia erano doppie tra i bimbi ai quali era stato proibito di uscire dalla classe e quelli che invece avevano potuto trascorrere numerosi intervalli alla luce del sole (17,6% contro 8,4%). Da qui il monito degli esperti: chiudersi in casa con l'unica compagnia di un videogame o di Facebook può far male anche agli occhi, oltre che al girovita e ai rapporti sociali.


Un altro avvertimento riguarda la 'distanza di sicurezza' da tenere fra occhi e oggetto guardato. Una delle ipotesi sul boom di miopia, infatti, chiama in causa l'evoluzione dell'uomo da cacciatore a 'colletto bianco': l'occhio umano era programmato per fissare soprattutto oggetti lontani, la preda da colpire, ma progressivamente si è adeguato alla necessità di focalizzare oggetti vicini e sempre più piccoli.


L’optometria comportamentale lo afferma dagli anni ‘50 quando tutti gli altri parlavano solo di miopia ereditaria. "La miopia è un adattamento dell'occhio", sintetizza Buratto. Dunque, anche 'allenarsi' a guardare da lontano può essere utile.
Un consiglio di igiene visiva consiste nell’interrompere la visione a distanza ravvicinata (alzare gli occhi dallo smartphone) ogni venti minuti e guardare all’infinito per almeno 20 secondi finchè il meccanismo della visione non si rilassa e ritorna a mettere a fuoco in lontananza.

Troppo a lungo i giovani avvicinano gli occhi a questi schermi. Questo comporta un continuo sforzo di messa a fuoco, un prolungato accomodamento della vista a vedere da vicino. Questo affaticamento visivo permanente agisce sulla struttura anatomica dell’occhio allungandolo e di conseguenza introducendo una miopia. La iMiopia

In conclusione la iMiopia è una malattia dei nostri tempi, o meglio una mutazione del nostro apparato visivo che per sostenere questo enorme sforzo di messa a fuoco a distanza ravvicinata si modifica, si adatta alla richiesta e si miopizza perdendo la visione nitida da lontano.

 


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Abbiamo preparato un'infografica molto utile, con qualche statistica e qualche pratico consiglio. Dai un'occhiata!

Scarica l'infografica sulla miopia

 

Tags: miopia, occhiali da vista, lenti a contatto

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