Cos’è l’astigmatismo? Tutti i problemi di questo difetto visivo

L’astigmatismo è il difetto visivo di cui si parla di meno, eppure è molto diffuso (il 24% della popolazione europea è astigmatico).

 

Anche coloro che non nascono astigmatici lo diventano nel corso della vita in quanto si manifesta come un cambiamento fisiologico dell’occhio nell’età matura.

 

Forse se ne parla poco in quanto è un difetto più difficile da spiegare e da comprendere rispetto alla miopia e l’ipermetropia che sono definite ametropie sferiche, cioè uguali in ogni meridiano dell’occhio.

 

A seguire, parleremo di:

 

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Astigmatismo: partiamo dalla base

Se ci soffermiamo sulla etimologia del termine notiamo che l'astigmatismo è un'ametropia, ossia un difetto visivo che si presenta quando il sistema oculare non è in grado di formare un'immagine puntiforme di un oggetto puntiforme. Si presenta quella situazione refrattiva in cui esistono variazioni di potere nei differenti meridiani dell'occhio.

Immaginate di guardare l’occhio di fronte e di analizzarlo attraverso una scala graduata di un angolo giro. Ebbene in ogni meridiano da zero a trecentosessanta gradi un'ametropia sferica (ad esempio la miopia) presenta la stessa gradazione, lo stesso difetto.


Nell’astigmatismo non avviene questo in quanto abbiamo a che fare con una forma oculare che non è perfettamente sferica, ma ovoidale o a ciambella.

 

L’occhio dell’astigmatico ha la forma di un uovo e quindi presenta due raggi di curvatura principali perpendicolari tra loro; uno più piatto (la parte allungata) ed uno più curvo (la parte più corta dell’uovo).


Avendo l’occhio questa forma nella parte più esterna e cioè la cornea, avremo a che fare con una lente che (rispettivamente ad un punto) non produrrà un’immagine puntiforme ma allungata e sfuocata come avviene con le lenti astigmatiche.

Cos'è l'astigmatismo

Sistema stigmatico e sistema astigmatico

Riassumendo possiamo dire da un punto di vista di geometria ottica che:

  • In un sistema stigmatico, con simmetria di rivoluzione, un oggetto puntiforme sull’asse ottico restituisce un’immagine puntiforme sullo stesso asse.
  • In un sistema astigmatico, senza simmetria di rivoluzione, un oggetto puntiforme sull’asse ottico restituisce un’immagine non puntiforme, non concentrata in un punto, ma distribuita in un intervallo spaziale (fascio astigmatico). Questo fascio astigmatico prende il nome di conoide di Sturm.

cos'è l'astigmatismo - Conoide di Sturm
Gli astigmatici infatti riferiscono di avere una vista sfocata/sdoppiata. Questo problema è presente sia nella visione da vicino che in quella da lontano, ad ogni distanza, seppure in modo diverso a seconda del tipo di astigmatismo, come vedremo in seguito.

 

Astigmatismo fisiologico: definizione

L’astigmatismo viene definito fisiologico quando la differenza fra i due meridiani ha un valore di circa 0,50/0,75 diottrie ed è dovuto al fatto che in un occhio normale la curvatura della cornea sul meridiano verticale è leggermente più stretta di quella sul meridiano orizzontale.

 

Questo astigmatismo fisiologico viene compensato da una forma opposta, anch'essa fisiologica, della curvatura interna del cristallino.

 

Cosa succede nell'occhio astigmatico?

Se consideriamo una sorgente luminosa all’infinito, questa formerà sulla retina di un soggetto emmetrope (persona senza difetti visivi) un’immagine puntiforme.

 

Nel soggetto astigmatico, invece, le due curvature (meridiano verticale ed orizzontale) essendo diverse, produrranno nel sistema oculare due fuochi, posti su due piani diversi, ed i raggi luminosi andranno perciò a fuoco non su di un unico punto ma su due linee perpendicolari l'una all'altra, chiamate linee focali.

 

Sintomatologia dell'astigmatismo

Gli astigmatici riferiscono disturbi derivanti dal continuo cambio di messa a fuoco (accomodazione), nel tentativo di ottenere un'immagine nitida come se si trattasse di uno zoom che non trova la posizione adatta. Tali sintomi consistono in:

  • Dolori ai bulbi oculari
  • Dolori all'arcata ciliare
  • Mal di testa nella zona frontale e tempiale
  • Affaticamento oculare
  • Bruciore agli occhi
  • Lacrimazione eccessiva

I sintomi dell'astigmatismo consistono in una diminuzione del visus a tutte le distanze ma con modalità diverse a seconda del tipo di astigmatismo.

 

Frequente è l'associazione con l'astenopia accomodativa (cefalea, bruciori oculari, lacrimazione, visione annebbiata, congiuntivite, dolori oculari in seguito a lavori a distanza ravvicinata).

Frequentemente la sintomatologia non interessa l'acuità visiva ma l'insorgere delle manifestazioni tipiche dell'astenopia accomodativa.

 

 

Tutti i problemi dell'astigmatismo

 

Gli effetti della luce blu sulla retina

L’affaticamento visivo dovuto dalla prolungata esposizione ai dispositivi digitali può causare danni alla retina e persino portare al peggioramento di alcuni difetti visivi già diagnosticati nel soggetto come: miopia, presbiopia e astigmatismo, per l’appunto.

 

La luce blu emessa dagli schermi dei device è una delle componenti della luce che viaggia ad una lunghezza d'onda tra i 380 e i 500 i nanometri. Le radiazioni nocive invece viaggiano tra i 400 e i 455 nanometri.

 

Durante le ore di attività lavorativa e scolastica passate di fronte agli schermi, le radiazioni blu colpiscono l’umor vitreo - tessuto connettivo dalla caratteristica consistenza gelatinosa che occupa la cavità del bulbo oculare - causando delle sensazioni di disagio e fastidio all’occhio, come:

  • Secchezza e bruciore oculare
  • Visione annebbiata e/o sdoppiata
  • Percezione alterata dei colori e dei contrasti
  • Pesantezza oculare
  • Lacrimazione accentuata
  • Cefalea
  • Fotofobia

 

Se hai già percepito alcune di queste sensazioni fastidiose dopo essere stato molte di fronte ad uno schermo, probabilmente soffri di affaticamento visivo digitale e per questo motivo occorre ricorrere ai ripari consultando un esperto ed adottando abitudini quotidiane sane.

 

Vista e alimentazione: quali sono i cibi che fanno bene alla retina?

Essendo la parte centrale della retina un ambiente ad alto stress ossidativo vi è una grande presenza di radicali liberi: ovvero molecole che danneggiano le proteine e il DNA all’interno delle cellule. 

 

Per combatterli è necessario un giusto apporto giornaliero di antiossidanti, acidi grassi e sali minerali:

  • Luteina e zeaxantina

La luteina e la zeaxantina sono carotenoidi presenti nella retina che hanno proprietà antiossidanti e migliorano la densità del pigmento della macula

 

Questa pigmentazione protegge le cellule nell'area maculare assorbendo l'eccesso di luce blu e ultravioletta, neutralizzando i radicali liberi, agendo come una sorta di schermo protettivo.

 

L'occhio umano è costantemente sottoposto a numerosi stress e danni da parte dell'ambiente circostante: raggi solari o luce degli schermi e questa continua esposizione è una delle principali cause alla base della degenerazione della retina.

 

Oltre ad indossare protezioni come occhiali da sole o lenti fotocromatiche, possiamo proteggere la nostra membrana retinica assumendo quotidianamente il giusto apporto di carotenoidi: la luteina dovrebbe essere assunta giornalmente in un quantitativo di circa 6 mg.

 

  • Acidi grassi

Gli acidi grassi Omega-3 vengono immagazzinati dalle cellule epiteliali del pigmento retinico (RPE) ed aiutano a prevenire i danni alle cellule della retina causati dai radicali liberi

 

Hanno notevoli proprietà anti-infiammatorie, in quanto agiscono da vasodilatatori favorendo l'elasticità capillare.

 

Il consumo regolare di questi nutrienti favorisce inoltre la produzione di lacrime, rendendole più copiose e di qualità superiore, impedendogli di evaporare facilmente; motivo per cui l’assunzione di Omega-3 è fortemente consigliata per le persone che soffrono della sindrome dell'occhio secco.

 

  • Sali minerali e vitamine

I sali minerali come lo zinco e il selenio facilitano l’assorbimento delle vitamine A ed E da parte dell’organismo.

 

Lo zinco, in particolare, è un minerale in grado di apportare dei benefici per la salute degli occhi, contribuendo a proteggere l'invecchiamento del tessuto retinico dai danni causati dalla luce o dalle infiammazioni.

 

L'occhio necessita di questi specifici nutrienti per far sì che avvenga la rigenerazione dei suoi fotorecettori e per poter svolgere la sua funzione visiva. I fotorecettori sono elementi sensoriali situati sulla retina chiamati coni e bastoncelli. I coni sono responsabili della visione diurna, mentre i bastoncelli sono specializzati per la visione notturna.

 

 

Tutti i problemi dell'astigmatismo: Cibi che fanno bene alla retina

 

5 Tipi di astigmatismo 

Per capire bene quali sono le caratteristiche di questo disturbo visivo è importante avere chiara anche quante tipologie di astigmatismo esistono.

 

L'astigmatismo è detto regolare se lungo uno stesso meridiano la curvatura è sempre la stessa, irregolare se la curvatura cambia.

Per fortuna la quasi totalità degli astigmatismi sono regolari e quindi facilmente correggibili.


Quelli irregolari creano grosse difficoltà per la loro correzione, specialmente con gli occhiali. Il caso emblematico di astigmatismo irregolare è il cheratocono che tratteremo a parte.

Al momento diciamo solamente che il cheratocono è una cornea che assume una forma a cono con i meridiani che presentano una curvatura molto irregolare.

Questa irregolarità nella curvatura fa si che la cornea si comporti come una lente imperfetta, aberrata, dando luogo ad un’immagine sfocata, sdoppiata, distorta.

Inoltre, l'astigmatismo viene detto secondo regola, quando il meridiano più curvo è quello verticale e si presenta così nella maggioranza dei casi; quando invece il meridiano più curvo è quello orizzontale, viene definito contro regola.

L’astigmatismo contro regola diventa la normalità nelle persone più adulte (dopo i 50/60 anni) che in giovane età non erano astigmatiche.

Gli astigmatismi si possono classificare in base alla posizione che le due linee focali hanno rispetto alla retina:

 

1. Astigmatismo miopico composto

Entrambi i meridiani sono miopi, quindi le due linee focali cadono davanti alla retina. In questo caso l'effetto di sfocatura si percepisce nella visione da lontano.

 

2. Astigmatismo miopico semplice

Un meridiano è emmetrope e l'altro è miope, quindi una linea focale cade sulla retina e l'altra davanti ad essa. Questa situazione è meno penalizzante nella visione da lontano.

 

3. Astigmatismo misto

I due meridiani principali sono uno miope e l'altro ipermetrope, per cui una linea focale cade davanti alla retina e l'altra dietro. Chi si trova in questa situazione vede discretamente ma può soffrire di astenopia.

 

4. Astigmatismo ipermetropico semplice

Nell'astigmatismo ipermetropico semplice un meridiano è emmetrope e l'altro ipermetrope, per cui una linea focale cade sulla retina e l'altra dietro. In questo caso la visione da vicino risulta poco confortevole.

 

5. Astigmatismo ipermetropico composto

Entrambi i meridiani principali sono ipermetropi e le due linee focali cadono dietro la retina. Questa è la situazione dove la visione da vicino è molto difficoltosa.

 

Cos'è l'astigmatismo - Astigmatismo e ametropia

 

Differenza tra astigmatismo lieve, medio e elevato

In base alla nostra esperienza clinica ed alla convenzione potremmo classificare gli astigmatismi in base alla loro entità:

  • Astigmatismo lieve fino a 1,00 diottrie.
  • Astigmatismo medio da 1,00 fino a 2.00 diottrie.
  • Astigmatismo elevato oltre le 2,00 diottrie.

 

Rispetto alla miopia, l’astigmatismo raggiunge valori nettamente meno elevati.

 

Raramente l’astigmatismo corneale supera le quattro diottrie, eccezionalmente le sei diottrie.

 

Astigmatismi più elevati li ho incontrati nei casi di trapianto corneale, dove il non perfetto allineamento del lembo trapiantato può raggiungere e superare le otto diottrie.

 

Lo strumento più avanzato e raffinato per valutare l’astigmatismo è il topografo corneale computerizzato, che è in grado di fornirci una mappa tridimensionale della cornea estremamente precisa.

 

 

Tutti i problemi dell'astigmatismo: Topografo corneale

 

Prescrizione correttiva dell’astigmatismo

Le correzioni astigmatiche con gli occhiali sono meno tollerate di quelle sferiche (quelle dei miopi, degli ipermetropi e dei presbiti), specialmente in presenza di assi obliqui che tendono a deformare le immagini.

L’optometrista esperto sa che le lenti astigmatiche vanno prescritte con molta prudenza per evitare fenomeni di intolleranza, di non adattamento.

Una norma di prudenza consiglia, quando possibile, di non superare variazioni superiori alle 0,75 diottrie rispetto alla correzione precedente o di prima correzione. Ancor meno se siamo in presenza di astigmatismi obliqui.

Prudenza ancora maggiore va riservata agli anziani che hanno minori capacità di adattamento e avvertono insicurezza nella deambulazione quando indossano occhiali con prescrizioni che comprendono l’astigmatismo.

Comunque quando esiste la necessità di fare prescrizioni con forti astigmatismi, se il paziente viene correttamente informato e motivato, accetta di avere disturbi nella fase iniziale di adattamento e poi tollera bene la prescrizione.


È un po’ quello che succede con i primi occhiali multifocali: dopo un adeguato periodo di adattamento vengono bene accettati.

Quando si realizza un occhiale per un soggetto astigmatico risultano molto importanti tutti i passaggi partendo dalla prescrizione che deve essere “prudente”.

 

Si procede poi con una corretta scelta della montatura evitando misure troppo grandi, scegliendo una tipologia di lente che minimizza la deformazione dello spazio, quindi una lente asferica o biasferica.

 

Infine, si esegue una perfetta rilevazione dei centri ottici attraverso un videocentratore e montando delle lenti rispettando scrupolosamente la centratura.


Se tutto viene fatto a dovere non ci saranno problemi di adattamento e l’occhiale fornirà la compensazione del difetto e la piena soddisfazione del soggetto astigmatico.

Questo problema non è avvertito con le lenti a contatto in quanto è proprio la distanza della lente correttiva dall’occhio ad aumentare questo inconveniente di distorsione ed alterata percezione dello spazio e, come sappiamo, nella lente a contatto questa distanza è uguale a zero.

 

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La correzione dell’astigmatismo 

La correzione si ottiene attraverso l'utilizzo di lenti specifiche dette cilindriche o toriche.


Sono disponibili sia nella versione oftalmica (lenti per occhiali) o a contatto recentemente proposte anche nella tipologia usa e getta.

Queste lenti hanno la capacità di azzerare gli effetti della differenza di curvatura fra i due meridiani restituendo una visione nitida.

Come abbiamo accennato in precedenza, le lenti oftalmiche (per gli occhiali) presentano nella versione standard l’inconveniente di produrre fastidiose distorsioni (deformazione dello spazio esterno).

Le aziende produttrici hanno messo a disposizione delle lenti definite asferiche o biasferiche che minimizzano od annullano questo inconveniente.

Un bravo ottico optometrista vi consiglierà sicuramente questo tipo di lente per non avere problemi di adattamento, specialmente se si tratta della prima correzione astigmatica o una variazione nella correzione che richiede valori maggiori rispetto a quella in uso.

Con le lenti a contatto questo problema non si avverte in quanto la lente è appoggiata sull’occhio e l’inconveniente decresce al diminuire della distanza della lente dall’occhio stesso.

Nelle lenti a contatto per astigmatismo quello che invece peggiora è il comfort oculare in quanto le lenti corneali (a contatto) hanno uno spessore maggiorato rispetto a quelle sferiche (ad esempio lenti a contatto per miopia) e si avvertono specialmente nella zona bassa a livello della palpebra inferiore.

Le lenti a contatto per astigmatici vengono definite toriche, avendo la forma di un toroide.


Le lenti a contatto per astigmatici si possono avere in tante versioni, sia morbide che semirigide (rigide gas permeabili).

A loro volta le morbide toriche sono disponibili nella versione a ricambio frequente sia nella tipologia one day, quindicinale, che mensile.

Negli astigmatismi regolari di lieve e media entità le lenti a contatto morbide funzionano benissimo, mentre negli astigmatismi irregolari bisogna ricorrere alle lenti RGP (rigide gas permeabili).

L’esperienza dell’optometrista contattologo vi saprà consigliare per il meglio.


Nel caso sia possibile ricorrere alle lenti usa e getta (a ricambio frequente) le aziende produttrici forniscono campioni gratuiti per le prove.

 

 

Tutti i problemi dell'astigmatismo

 

 

Insorgenza dell'astigmatismo

L’astigmatismo è caratterizzato da una notevole componente ereditaria.


Nel bambino, solitamente, si presenta nella forma secondo regola, meno frequentemente in quella obliqua e ancora meno in quella contro regola.

Nell’età matura l’astigmatismo contro regola diviene sempre più frequente, in quanto le curvature della cornea tendono ad appiattirsi sull’asse verticale e anche in alcuni casi per una variazione interna della curvatura del cristallino.

Nell’età matura vediamo, con l’osservazione clinica, che i dati della curvatura corneale, rilevati con l’autocheratometro, presentano spesso i valori del meridiano verticale più piatti di quello orizzontale, mentre nella prima fase della vita succede esattamente il contrario.

 

Variazioni dell'astigmatismo nel tempo

L’astigmatismo elevato varia percentualmente in modo minore. Di solito è secondo regola e tende a migliorare nell’arco della vita.

Astigmatismi di piccola entità possono variare più facilmente, sia come entità, che come asse.

A volte si verifica che un lieve astigmatismo secondo regola diventi contro regola, anche perché, come abbiamo già detto, con l’aumentare dell’età l’astigmatismo varia, sia perché varia la curvatura corneale sia per variazioni interne del cristallino.

 

Perché rivolgersi ad uno specialista per correggere l’astigmatismo?

Abbiamo visto dunque che cos'è l’astigmatismo, un difetto molto diffuso, specialmente quello di lieve entità (è presente in una persona su quattro), che spesso non viene riconosciuto in quanto non crea un sensibile deficit visivo.

 

Spesso i sintomi sono quelli di un mal di testa ricorrente o un senso di affaticamento a cui non viene ricollegato la presenza dell’astigmatismo.

 

È quindi importante farsi esaminare da uno specialista, l’oculista o l’ottico optometrista, che saprà consigliarvi al meglio per la vostra salute ed il vostro benessere.

 

Risulta estremamente vantaggioso avere una correzione compensativa e riposante per affrontare tutte le necessità visive che ci troviamo ad affrontare durante la giornata.

 


 

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Tags: astigmatismo, scelta occhiale giusto, astigmatismo quando peggiora

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